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Capitolo 36

Colpi di scena poco credibili

Il gestore dell'ostello entrò nella sala comune con un'espressione gaia, come se per un attimo avesse dimenticato le incazzature procurategli da Don Cyshiter.
«Ha appena parcheggiato nel cortile una Porche decappottabile nera.» Disse sfregandosi le mani.
«Chi c'è dentro?» Chiese Giuliano.
«Una coppia giovane, se ho visto bene. Ovviamente lui è alla guida e lei è molto carina.»
Con discrezione Dora lasciò la stanza e un attimo dopo anche Giuliano andò a ritirarsi nella camera dove dormiva Don Cyshiter.
Fecero il loro ingresso nell'ostello un giovane lampadato e ben vestito, e una ragazza di una bellezza delicata, resa più melanconica dall'espressione triste.
«Chi sono?» Chiese Pietro Pere al suo amico Nicola.
«E come faccio a saperlo io?» Rispose, ovviamente, questi. «Perché mai dovrei conoscere due persone che entrano casualmente in un locale a caso dove non ero mai stato prima, a diversi chilometri da casa mia?»
«Buonasera, vorremmo cenare e una stanza per la notte.» Disse il ragazzo.
«Due stanze separate.» Si affrettò a specificare lei. «E non gli chiedi se magari l'hanno visto?»
«Ma sì, siamo appena arrivati, dammi il tempo!»
«Ma certo, appena arrivati la cosa da fare è cercare di infilarsi a letto! Guarda che sono qui solo per cercare Giuliano, non ti mettere in testa strane idee.»
Nel dire questo la bella ragazza aveva alzato la voce, e dal dormitorio l'aveva chiaramente udita lo stesso Giuliano che ella aveva appena nominato.
«Lucia!» Esclamò questi uscendo allo scoperto.
«Non ci posso credere, Giuliano! Ti abbiamo cercato ovunque, ci avevano detto che eri ammattito!»

Accreditare la propria opera

Frequentando la blogosfera (mi piace questo termine, mi ricorda quei mostri strani di D&D tipo il cubo gelatinoso) mi sono imbattuto in numerosi consigli, avvertenze, e anche non pochi diktat sulla scrittura creativa. Mi sono divertito a leggerli e alcuni di questi mi sono stati utili, quindi è sorta anche a me la voglia di mettere a disposizione degli altri la mia esperienza e abilità.
Il problema è che io non possiedo né l'una né l'altra.
Da qui l'idea di offrire un supporto digitale ad un Maestro che ha molto da offrire sull'argomento ma che non può scrivere il proprio blog, essendo morto da alcune centinaia d'anni.
Parlo ovviamente di Cervantes, il quale dispensa non pochi consigli nei prologhi delle sue opere, per chi ha occhi per leggere.
Certo, si potrebbe leggere direttamente i suddetti prologhi, ma se fate così io che ci scrivo su questo blog?Ecco a voi dunque il secondo appuntamento non richiesto con la rubrica:

Riguardo i Maestri

L'argomento che vorrei trattare oggi è quello che sembra stare più a cuore a Cervantes nel prologo della prima parte del Don Chisciotte, ossia come rendere autorevole la propria opera in vista delle critiche del pubblico.

Una curiosità sul capitolo 16

Stavo casualmente leggendo un passaggio de L'ingegnoso Idalgo Don Chisciotte della Mancia, meravigliandomi ancora una volta di quanto quella storia sia simile ai fatti veramente accaduti all'eroe protagonista di questo blog, quando mi sono imbattuto in un passo che mi ha stupito.
Nel capitolo 16 parlava di un'inserviente che progetta una fuga d'amore con un vetturale, per coronare il loro desiderio segreto di sposarsi...
Sposarsi?! Mi ricordavo diversamente.